|
TORNA
ALLA PAGINA DELLE NEWS LEGISLATIVE
28/09/09 - Lo stress è il secondo problema di salute
legato all'attività lavorativa riferito più
frequentemente e colpisce il 22% dei lavoratori dei 27 Stati
membri dell'UE (dati del 2005).
L'OSHA, L'agenzia Europea per la sicurezza e la salute sul
lavoro lancia un allarme stress.
Lo stress legato all'attività lavorativa rappresenta
una delle sfide principali con cui l'Europa deve confrontarsi
nel campo della salute e della sicurezza. Questa condizione
interessa quasi un lavoratore su quattro e dagli studi condotti
emerge che una percentuale compresa tra il 50% e il 60% di
tutte le giornate lavorative perse è dovuta allo stress.
Ciò comporta costi enormi in termini di disagio umano
e pregiudizio del risultato economico
Lo stress può essere fonte per le persone di malattia
e disagio, in ambito sia lavorativo che familiare. Lo stress,
inoltre, può mettere in pericolo la sicurezza sul luogo
di lavoro e contribuire all'insorgere di altri problemi di
salute legati all'attività lavorativa, quali i disturbi
muscoloscheletrici, nonché incidere in misura massiccia
sul risultato economico di un'organizzazione.
Ridurre lo stress legato all'attività lavorativa e
i rischi psicosociali non è solo un imperativo morale,
bensì anche un dovere giuridico. Lo stress influisce
altresì fortemente sulla redditività. Nel 2002
il costo economico annuale dello stress legato all'attività
lavorativa nell'UE a 15 è stato calcolato pari a 20
miliardi di euro.
La nota positiva è che questo problema può
essere affrontato con la stessa logica e sistematicità
riservate ad altre questioni di salute e sicurezza. Esistono
nell'Unione europea molti esempi pratici di come sia possibile
porvi rimedio. Adottando il giusto approccio, i lavoratori
possono vincere la battaglia contro lo stress.
Per leggere l'articolo Clicca
qui
|